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Associazione Nazionale "Brigata Maiella"

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Non Partigiani ma Patrioti PDF Stampa E-mail
Martedì 04 Marzo 2014 11:30

Alla conferenza del prof. Marco Patricelli su “I patrioti della Brigata Maiella e i partigiani. Analogie e differenze”, svoltasi presso l'Auditorium Capograssi dell'Agenzia di Promozione Culturale di Sulmona, erano presenti i protagonisti stessi di quei mesi in cui, dopo una dura lotta con le forze nazifasciste, si gettarono le basi dell'attuale Stato repubblicano e democratico. Gilberto Malvestuto, Ennio Pantaleo, Raffaele Di Pietro, Ubaldo Grossi, hanno reso particolarmente significativo il secondo appuntamento della nostra Associazione, dopo quello di Pacentro in onore del patriota Mario Silvestri, caduto a Pizzoferrato.

 

Secondo il prof. Patricelli, docente di Storia contemporanea all'Università D'Annunzio di Chieti, la peculiarità della formazione creata dalla caparbietàdell'avvocato Ettore Troilo nel dicembre '43 è di non essere inquadrabile all'interno delle formazioni partigiane operative soprattutto al nord d'Italia. Così per esempio è tipico della Brigata Maiella l'aver fatto parte integrante dell'VIII Armata inglese e successivamente del II Corpo d'Armata polacco. “La Brigata Maiella – ha affermato Patricelli, riprendendo le riflessioni contenute nel suo ultimo libro Patrioti. Storia della Brigata Maiella alleata degli alleati – non era una unità partigiana, sebbene a qualcuno faccia comodo considerarla così. Era un'unità di patrioti perché aveva fatto dell'apartitismo la propria bandiera, ma soprattutto perché non combatteva una guerra partigiana”.

 

 

Non formazione partigiana perché sciolta da ogni riferimento partitico dunque, ma formazione patriottica che ha combattuto per il riscatto morale e per l'onore della Patria tradita dopo le tristi e confuse vicende dell'8 settembre '43, i cui responsabili venivano visti soprattutto in Badoglio e in casa Savoia. Così più che la lotta al nazifascismo è  l'elemento anti-monarchico a costituire l'altro tratto distintivo della formazione, la quale appunto non giurò fedeltà al Re e aveva sul bavero delle divise il solo tricolore.

L'incontro, coordinato dal dott. Silvio Cappelli, è stato presentato dal presidente della nostra Associazione, il sig. Giuseppe Di Iorio, che ha ricordato il patriota Antonio Bonitatibus scomparso un anno fa. A lui il nostro commosso ricordo.

 


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