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Associazione Smemoranda

Sulmona

a cura di M.D.
 


ROMOLO LIBERALE - l’ultimo saluto PDF Stampa E-mail

Cercando notizie sulle lotte contadine in Abruzzo ricorreva sempre un nome. Mi procurai una biografia e chiesi ad un comune amico di presentarci. Dopo un contatto telefonico, mi invitò a casa sua e mi indicò l’indirizzo dicendo che, trovata la via, sarebbe stato facile individuare l’abitazione. Raggiunsi via America e notai una bandiera della pace in un balcone. Avevo fatto centro!

L’uomo che venne ad aprirmi non era quello che credevo di trovare; non aveva l’aria burbera del vecchio combattente né il tono saccente dello scrittore. Mi introdusse in una stanza piena di quadri e finimmo per parlare dell’arte della Resistenza. Nel nostro secondo incontro mi parlò  della battaglia di Bosco Martese; nel terzo incontro di Silone e in altre occasioni dei Martiri di Capistrello, dei tre carabinieri “Martiri di Fiesole”, di Piero Masci. Gli argomenti di conversazione scaturivano dal caso e aprivano nuovi orizzonti di ricerca. Fu così che, fra una lezione e l’altra, la mia ignoranza sui contadini del Fucino rimase allo stato primordiale. Nessun rimpianto; tante nuove pagine si aprivano nel mio cervello.

Ascoltandolo, la storia si trasformava in poesia. Mi avevano parlato di un giovane che in altra epoca girava per i paesini della Marsica e parlava di socialismo; avevo costruito un’immagine con la mia fantasia. Difficile immaginare che quel gentile signore che mi stava davanti potesse aver conosciuto le patrie galere a causa dell’impegno per l’emancipazione dei contadini e della classe operaia.

Vicino ai 90 anni aveva ancora tanta voglia di vivere e di lottare per un mondo migliore. Le sue giornate erano piene di impegni.

Addio Maestro. In un giorno di fine ottobre sei andato via senza trovare quella natura che magistralmente descrivi. Quando i ciliegi torneranno a fiorire forse parlerò ancora di te.

M.D.


Da Dx: Romolo Liberale, la giornalista Barbara Spinelli, un'amico

Da “ODE AI 33 MARTIRI DI CAPISTRELLO”

. . .

Vennero i giorni della primavera.

Il Liri si coprì di allegria

cantò ai colori delle pratelline

andò a giocare sui seminati.

Nella valle fiorirono i ciliegi

e il grano si fece alto.

 

I campi non furono più tristi

quando sopra vi sbocciarono gentili

i fiori portati dal maggio.

Nessuno parlò di morte

tra le spine della rosa canina.

. . .

 

Quando iniziarono a scavare la fossa

Tacque il mormorio del ruscello.

Una nube salì nel cielo

A nascondere col suo nero di lutto

La rosa calda del sole.

. . .

 

 

 


Da dx: Romolo Liberale, Giuseppe Di Iorio, la Sig.ra Mirka

 


ROMOLO LIBERALE– Breve biografia

Giornalista, scrittore, poeta.

Nato a S. Benedetto dei Marsi (AQ)  il 1° febbraio 1922

Cresciuto nell’ambiente antifascista di S. Benedetto dei Marsi specialmente con le conversazioni con l’anarchico Francesco De Rubeis e con il rivoluzionario Francesco Ippoliti, “i medichitt”, medico del paese. Anarchico fino alla liberazione e successivamente iscritto al PCI. Bracciante agricolo e apprendista presso la bottega di un fabbro che lo avvia come fonditore in una officina romana. Dopo il servizio militare torna a S. Benedetto dove diviene segretario della sezione comunista e consigliere comunale. Inizia a collaborare con il quotidiano L’Unità. In seguito diviene segretario provinciale della Federbraccianti. e negli anni successivi diviene segretario della CGIL di Sulmona. Durante le lotte del Fucino del 1950 organizza e guida cortei di manifestanti e sperimenta arresti e carcere. Nel 1952 esce il suo primo libro di poesie “Ce vo ne munne gnove” a cui seguiranno molti altri libri di poesia e saggi. Negli anni a seguire diventa presidente e membro del direttivo nazionale dell’Alleanza contadini e segretario della CGIL di Avezzano. Con la nascita del Consorzio Nazionale Bieticoltori diventa presidente del Consorzio Bieticoltori del Fucino e guida la lotta per i diritti dei contadini durante la quale viene nuovamente arrestato. Consigliere provinciale del PCI per numerose legislature. Presidente del comitato pro-Palestina della Marsica. Responsabile del gruppo consigliare regionale del PCI fino al pensionamento. Durante la vita politica ha ricoperto ulteriori incarichi a livello regionale e nazionale. Una volta in pensione si è dedicato totalmente all’attività culturale occupandosi di critica d’arte, allestimento di mostre per i più importanti pittori italiani ed edizioni di varie cartelle di grafica. Ha  collaborato con il teatro “Il Lanciavicchio” che ha rappresentato alcuni suoi testi. Nella sua vita ha scritto per numerosi quotidiani e riviste nazionali e locali ed in particolare per il quotidiano abruzzese “Il Centro” Il suo ultimo incarico è stato quello di presidente del Centro Studi Marsicani.

 

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