Associazione Smemoranda

Sulmona

a cura di M.D.
 


“The Aussie Camp” PDF Stampa E-mail
Smemoranda Sulmona

Sono Gabriella Di Mattia, cittadina Australiana, residente da molti anni in Italia. La città in cui vivo è Sulmona (provincia dell’Aquila) dove è situato un Campo di Prigionia denominato Campo 78 Posta Militare 3300.

Al suo interno sono ancora visitabili le originali baracche in cui furono detenuti i prigionieri del Commonwealth durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo aver scoperto su una delle pareti  delle baracche del campo un graffito originale disegnato dai prigionieri e raffigurante lo stemma dell’Australian Commonwealth Military Force ho deciso di iniziare una ricerca storica per riportare in luce la storia dei prigionieri Australiani di Campo 78.

 

Inizialmente è stata una ricerca molto difficoltosa in quanto il Campo era erroneamente denominato come “campo degli inglesi”. Tuttavia insistendo con le ricerche sono arrivata a determinare che su un totale di circa 3500 prigionieri transitati nel campo78 quasi 500 erano Australiani, di cui circa 50 ufficiali.

Con la dichiarazione di guerra di Churchill alla Germania, l’Australia insieme con tutte le colonie Britanniche in possesso di un esercito, fu richiamata alle armi. L’Australia entrò in guerra con le truppe di Fanteria della Royal Australian Infantry Force e con  piloti della Royal Australian Air Force (R.A.A.F.). Dopo un addestramento nei campi inglesi della Palestina, essi furono impegnati nelle campagne d’Africa dove combatterono contro gli Afrika Korps di Rommel. Una volta catturati furono tutti destinati ai campi di prigionia Italiani, tra cui il Campo 78. Nei loro diari hanno descritto scene di vita quotidiana, l’arrivo dei pacchi della croce rossa, i progetti di fuga attraverso la costruzione di ben tre cunicoli, le paure, le speranza, i rapporti con le guardie Italiane, con il Comandante del Campo e ogni altro avvenimento a volte drammatico a volte esilarante accaduto nel periodo drammatico della loro detenzione.

Il mio lavoro ha avuto lo scopo di restituire un nome e una identità nazionale a uomini che, inglobati nel termine generico di Inglesi, avevano perso la loro identità agli occhi della Storia. Con il libro ho voluto arricchire di un piccolo tassello la grande e vasta storia Italiana e nello stesso tempo restituire alla mia Nazione un importante pezzo di Storia caduta nell’oblio.

Il titolo del libro “The Aussie Camp” significa: Campo degli Australiani, cosi come lo chiamavano i prigionieri stessi.

Il libro, finanziato dalla Fondazione Carispaq, ed edito dall’Accademia degli Agghiacciati (l’Associazione letteraria più antica di Sulmona) sarà disponibile dietro una offerta. Il ricavato sarà interamente destinato al restauro della parete della baracca di Campo 78 su cui sono ancora visibili gli originali graffiti Australiani. Il libro è in doppia versione Italiano/inglese.

 

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La lotta alla criminalità organizzata, nuovo fronte della Resistenza

È con grande rammarico che ci vediamo costretti a intervenire, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica stordita e assoggettata dall'agenda dei mass media, sulle recenti minacce a don Luigi Ciotti prete coraggioso ed esempio per noi tutti e in particolare per gli aderenti (non è esagerato definirli eroi !) all’associazione Libera”; in particolare quelli che vivono sulla linea del fronte, nei territori ben descritti da Saviano, territori di guerra li ha chiamati recentemente, territori dove, loro, giovani e meno giovani neo resistenti armati solo della propria generosità, del proprio coraggio, e di quel prezioso, quanto dimenticato, ottimismo della volontà, interpretano al meglio i valori della Resistenza mediante la loro azione, paziente, costante, pacifica e tenace. Si potrebbe paragonarlo a un upgrade: della resistenza e in perfetta pertinenza con la RESILIENZA.

Dunque siamo a dichiarare la nostra ammirazione, solidarietà e vicinanza a Don Luigi Ciotti e a tutti gli attivisti di Libera, eroi misconosciuti, cui dichiariamo il nostro affetto fraterno e la nostra disponibilità a intraprendere azioni coordinate perché la vicenda di don Ciotti ci porge l’opportunità per avviare una seria riflessione su quanto ci sta accadendo anchesotto casa nostrasenza che ce ne avvediamo.

 

Per l'ANPI, il neo tesserato, F. Mastrogiuseppe.

Sulmona, 03 IX 2014




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